Sonno e sogni - Dottoressa Cinzia Gorla

Sonno e sogni

Qual è il rapporto tra il sonno e i sogni? Ci sono i sogni normali e i grandi sogni, che possono darci risposte che da svegli non troveremmo. Di sonno e di sogni se ne parla sempre troppo poco rispetto all’importanza che questi possiedono.
Il sonno è una funzione necessaria al nostro organismo, è una delle nostre intelligenze intrinseche; è curioso notare come il sonno sia “qualcosa che ci accade” e nessuno di noi può astenersi dal dormire, poiché questo provocherebbe dei seri problemi fisiologici.

Il sonno ci avvolge in modo spontaneo e immediato, basta pensare che da uno stato di veglia, in cui siamo padroni delle nostre funzioni percettive e motorie, passiamo in una frazione di secondo in uno stato di sonno, uno stato diverso, in cui il cervello pare schiacciare un interruttore, attraverso cui diventiamo isolati, inconsapevoli, inermi, ognuno pronto per il proprio viaggio notturno. Il sogno è un fenomeno legato al sonno e prende forma nella fase REM, caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni apparentemente reali.
Fin dalla preistoria il meccanismo dei sogni ha affascinato l’umanità. Persino i Sumeri ne parlavano in modo profetico e il testo sacro della Bibbia raccoglie un’ampia galleria di episodi e rivelazioni realizzate attraverso la dimensione del sogno.
Il sogno è il mondo alternativo che ci concediamo durante la notte, è un luogo misterioso. Soffermarsi a ricordare, conoscere e capire i nostri sogni può cambiare la nostra vita o indirizzarci verso soluzioni non ancora pensate.

Il grande psicanalista Gustav Jung ha postulato l’esistenza di due tipi di sogno:
– Sogni normali, legati alle esperienze della veglia o ai desideri inconsci;
– Grandi sogni, in qualche modo profetici o illuminanti poiché attingono al patrimonio di simboli e archetipi comuni a tutti gli esseri umani e, come tali, pre-annunciano una trasformazione profonda dell’individuo che ne è protagonista.

In questo articolo voglio illustrare le conoscenze rispetto ai “sogni diagnostici”, cioè quelli che più o meno chiaramente, attraverso immagini e simbologie, mostrano i processi fisiologici in corso. Questi sogni sono stimolati da impulsi provenienti dal sistema psico-neuro-immunitario.

Nella primissima infanzia, per esempio, nella fase di abbandono del pannolino, sono frequenti nei bambini i sogni d’acqua (cascate, torrenti, pioggia, laghi), che esprimono in maniera molto diretta il disturbo che crea lo spingere dell’urina nella vescica.
Quando ai bambini stanno spuntando i dentini saranno presenti sonni agitati ed incubi, mentre, la presenza di un virus è annunciata qualche giorno prima con i sogni di figure spaventose e mostri.
Alcune medicine di impronta orientale, come quella ayurvedica, taoista o cinese, fanno moltissima attenzione ai sogni per comprendere il decorso di una malattia, la sua possibile cura e/o l’eventuale guarigione.
Basta semplicemente pensare a quando si ha febbre: i sogni sono molto diversi da quando si sta bene, perchè? La risposta deve partire dalla condizione di malattia in cui ci si trova, per cui ogni parte del corpo produce sensazioni di dolore: nello stato di sonno il cervello integra il dolore o l’anomalia fisica a quella del sogno, sviluppando a sua volta delle situazioni dolorose.
Il neurologo Oliver Sacks sostiene che i disturbi neurologici sono sempre accompagnati da modificazioni di quantità o di qualità del sonno e da sogni diversi, particolari. Alcuni pazienti hanno sognato l’insorgere della malattia ancor prima che essa si manifestasse, questo dimostra come la mente inconscia sia molto più ricettiva e sensibile della mente vigile. Sacks insieme a psicoterapeuti e ricercatori hanno rilevato delle caratteristiche comuni ai sogni di malattia dei pazienti: essi sono spiacevoli, molto terrificanti e appaiono sempre colorati in modo vivido. Inoltre, più la malattia è localizzata più i sogni saranno tipici. Così come i sogni possono annunciare una malattia, allo stesso modo possono anche anticipare il suo buon esito e la guarigione.

Analizzando quanto abbiamo descritto, si può affermare che imparando a trascrivere e a rileggere i nostri sogni, riusciremo a conoscere parti di noi fondamentali, arrivando perfino a soluzioni o risposte, che da svegli non si potrebbero scoprire.

GORLA, C.,2010. Sonno e sogni. Seregno Informa [online], Dicembre 2010