La pelle si fa specchio: eczema e orticaria

“Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie”

(Georg Wilhelm Friedrich Hegel)

Questo articolo vuole essere la prima di una serie di trattazioni riguardanti il nostro assetto corporeo, un’occasione per guardare ad esso come manifestazione psicosomatica, risultato di processi che toccano la nostra essenza più intima e si rivelano nel fisico.
Il primo argomento che affrontiamo è la pelle: l’organo più visibile, la parte che esibiamo, la nostra pelle comunica, protegge e respira.

Rispetto agli organi interni ed alla loro funzionalità, la problematiche che si manifestano a livello epidermico devono essere lette come un conflitto verso l’altro e la dimensione sociale. La pelle è metafora dell’Io del nostro piano mentale.
Per entrare in modo concreto nell’argomento basta prendere in considerazione due manifestazioni cutanee relativamente frequenti: eczema e orticaria.

L’eczema è una reazione dermica infiammatoria (dermatite) pruriginosa e non contagiosa in diverse forme, che presenta un’evoluzione comune: fase iniziale, con rossore della cute (eritema) e prurito, fase delle vescicole contenenti liquido, rottura delle vescicole, formazione di croste e fase desquamante in cui si rigenera una nuova pelle al di sotto delle vescicole.

A livello simbolico l’eczema racconta un evento di conflitto tra il «Sé e il non Sé», un’alterazione dei confini tra la propria identità ed il sociale. Questo rimanda al tema della comunicazione e dei suoi limiti.
Sulla pelle compare l’eritema di colore rosso, rosso del sangue, rosso aggressività, rosso della passione, ma anche della conoscenza esoterica (rubedo per gli alchimisti equivale all’accesso ai grandi misteri); il prurito, termine che deriva dal greco e vuol dire ‘bruciare, ardere’, associato all’eritema diventa simbolo di un fuoco interno, un fuoco che distrugge un involucro ormai vecchio, un’identità che in modo doloroso vorrebbe trasformarsi. L’immagine dell’acqua che fuoriesce dalle vescicole riporta al mondo dell’emotività, che fluisce, libera e purifica.

Possiamo definire una breve mappatura delle zone del corpo che sono spesso colpite da eczema:
mani, esprimono l’attività, il fare, il creare, ma anche la conoscenza dell’altro, l’idea della carezza e dello schiaffo;
piedi, consentono di «andare verso», sono il segno del cammino effettuato. Un modo di dire afferma che «chi è nei propri piedi, è presente a se stesso», espressione della regalità e del potere, la parte istintuale che permette di muoverci nel mondo;
ano e genitali: fuoco acceso nelle zone erogene, simbolo di istinto e sessualità.

L’orticaria è una risposta difensiva della pelle verso un organismo esterno che di solito non è nocivo, caratterizzata da eruzioni di ponfi pruriginosi, può essere acuta o cronica.
Trattandosi di una reazione verso determinati oggetti/sostanze bisognerebbe innanzitutto capire cosa simboleggia l’agente aggressore per l’aggredito. Il prurito, per quanto sia un gesto auto-aggressivo, riporta comunque all’auto-contatto del soggetto verso una determinata zona corporea. L’azione di grattarsi equivale ad un allontanamento delle parti morte della cute e, parallelamente, potrebbe simboleggiare l’allontanamento di cose, persone o situazioni sgradite.
Seguendo il filo delle analogie è importante citare il mito di Marsia che, osando sfidare Apollo nella musica, venne scorticato dal dio delle muse. Lo scorticamento fu assai doloroso per Marsia, ma allo stesso tempo lo liberò dai confini della propria identità, oltrepassando la condizione umana e raggiungendo uno stato di coscienza illimitato, infinito, simile allo stato divino. In questo mito ben si riassume il concetto tradizionale che afferma che bisogna prima morire per rinascere.

Questa è una breve introduzione al mondo del nostro psicosoma, associazione tra psiche e corpo, rispetto a cui non dobbiamo dimenticare che «il corpo non mente mai», anzi la pelle è spesso il teatro dove vengono rappresentati i nostri pensieri.

GORLA, C.,2011. La pelle si fa specchio: eczema e orticaria. Seregno Informa [online], Febbraio 2011