Ritrovare la bussola

Una ragazza in colloquio mi chiede: “Cosa faccio del mio futuro? Non so che direzione prendere”. In tutta questa insicurezza c’è racchiuso il seme del Sé, la svolta della terapia ovvero la completa realizzazione di Sé.

A questo punto si può scegliere: accontentarsi di una vita che sta stretta mettendo in conto l’accentuarsi o la nascita di sintomi come ansia, insicurezza ed altre patologie psicosomatiche, oppure prendere tutto il proprio coraggio, tirare un bel respiro stando sospesi tra pensieri, emozioni, percezioni e seguire l’istinto che ti porta dove devi andare.

Ma non solo la ragazza di vent’anni mi fa questa domanda ma anche quella di cinquanta, con la differenza che quest’ultima avrà strutture e difese più consolidate rispetto alla prima.

Questa paura del futuro può essere relativa all’ambito lavorativo, all’amore o alla propria vita in generale; dunque, che fare?

Intanto non cercare le cause fuori da te, le vicende che ti capitano e le persone che ti circondano sono pretesti che usi per non entrare in contatto con te stesso e ricorda che quello che hai, che ti capita e le persone con cui ti relazioni parlano di chi sei, questo si riassume nel detto: “ciascuno ha ciò che si merita”.

E’ questo che provoca ogni male: non ascoltare sé. Con più eviterai di ascoltarti con più la voce interna ti rimanderà un eco sommesso che riverbererà nel tuo corpo, il quale si comporterà di conseguenza mandandoti sintomi di qualsivoglia tipo e forma.

Quindi non ti rimane altro che rivolgerti a Te e farti guidare dalla bussola interna, ri-conosciTi ovvero conosci-di-nuovo-Te; ti riconosci nei gesti che fai, nel tuo modo di camminare, nelle micro-espressioni che caratterizzano il tuo volto, hai tanti particolari che nessun altro possiede, che ti rendono speciale, unico. Inizia a riconoscerti prima nei gesti più semplici, poi allarga il raggio d’azione: come parli, con chi parli, di cosa ti occupi più spesso, osserva se ciò che fai ti appartiene davvero. Nessuno conosce il proprio futuro ma può seguire la propria naturalezza e vivere una vita semplice, che assomiglia a ciò che ha di più profondo dentro se, con le sue particolari e più o meno pesanti sofferenze e gioie.

E ricorda che non importa quanto la tua vita sia “incasinata” l’importante è che per te sia una vita semplice, dove semplice significa possibile per te.