Asma e respiro in una dimensione globale - Dottoressa Cinzia Gorla

Asma e respiro in una dimensione globale

L’asma è una condizione cronica caratterizzata da ostruzione dei bronchi con del muco, accompagnata da una serie di sintomi: tosse, costrizione al petto, mancanza di fiato.Gli attacchi d’asma possono durare da pochi minuti a diversi giorni e possono rivelarsi molto pericolosi se il flusso d’aria diminuisce drasticamente. Le principali cause d’asma sono: allergeni (polline, polvere, ecc); irritanti chimici (tossici); sforzi (corsa, sport); fattori genetici (ereditari); psichici (paura d’avere un attacco d’asma); infezioni; farmaci (ad esempiogli ASA, l’acido acetilsalicilico o altri F.A.N.S., cioè farmaci anti-infiammatori non steroidei); aria fredda.

Molte persone oggi soffrono di asma e le cause sono svariate e, ahimè, spesso irrintracciabili o miste. Questo l’«aspetto medico». Ma qui ci interessa l’asma da un punto di vista psicosomatico e simbolico. La dimensione respiratoria è la dimensione che parla dello scambio, l’aria che respiriamo non è solo nostra, ma è un’aria della collettività, del mondo. Questo elemento è quello che più di tutti la riconduce alla sua dimensione relazionale.

«Ispirare», lo dice l’artista, quando deve fare un’opera: come se dovesse pescare delle idee da una parte sconosciuta di Sé e portarla fuori con l’espirazione; il gesto simbolico della creazione: il soffio. Inoltre, la parola respiro in latino si dice «anima», ed è proprio quello che caratterizza le cose animate da quelle inanimate: respirare è vivere, «esalare l’ultimo respiro» è morire, il malato asmatico durante la crisi mette in discussione la vita. L’aria non è solo esalazione, ma è anche produzione di odore; respirare è lasciare un segno di sé nell’esistenza (gli asmatici sono molto sensibili agli odori).

Alexander affermava che l’asmatico riporta un problema relazionale con la madre: sia madri iperprotettive ed ansiose, sia madri troppo indipendenti, portano ad un legame con figlio di tipo ambivalente ed altalenante: nel primo caso l’iper-reattività allergica dell’asmatico starebbe ad indicare un iper-difesa di fronte all’invasione di agenti esterni ritenuti nocivi, in questo caso la madre oppressiva, che invade gli spazi (spesso, infatti, una delle prime fonti asmatiche è la polvere di casa che ricorda il nido e la figura materna). Nel secondo caso, invece, abbiamo una madre troppo «distratta» nei confronti di un bambino bisognoso d’amore. È interessante notare che in tutti gli studi sull’asma, il rapporto madre-figlio, risulta come disturbato/disturbante. Spesso l’asma si presenta nei bambini quando nasce un fratellino a simboleggiare il fatto che si sentano derubati dall’«aria-amore-odore» della mamma.

L’asmatico ha spesso anche problemi di pelle, l’altro importante organo che rimanda alla relazione interno/esterno. Infatti si assiste spesso ad una situazione in cui si ha un fratello maggiore che soffre di asma ed il minore sofferente di forme allergiche caratterizzate da sintomatologia cutanea (eczema, pomfi, orticarie, ecc…). La guarigione, spesso, prevede un visibile viraggio del sintomo asmatico –interno- ad un sintomo esterno come tosse, sudorazione eccessiva, lievi problematiche dermatologiche; questo portare il sintomo dall’interno all’esterno è cosa buona per il paziente ed un buon messaggio per il terapeuta che legge simbolicamente il passaggio del conflitto dal dentro al fuori, dall’inconscio al conscio. Gli asmatici ammettono che per loro è difficile piangere e, se ci pensate, un bambino che piange inconsolabile all’allontanarsi della mamma, sembra che simuli un attacco asmatico.