Essere abbandonati

Quando viene a mancare una persona cara o quando il compagno o la compagna ti hanno lasciato … providolore, solo la parola dolore può raccontare quello che capita dentro di Te: un profondo senso di vuoto chesi percepisce profondamente all’altezza del petto, è come se Ti avessero colpito a morte.Ti senti invaso da un vortice di sentimenti: tristezza, rabbia e gelosia, questi sentimenti creano un filtro che travolge tutto ciò che Ti circonda.

Quando vieni lasciato cerchi sempre le cause o quando muore qualcuno pensi a quello che avresti potuto dire o fare, cerchi a tutti i costi di trovare una spiegazione razionale a ciò che è accaduto andando ad indagare i perché, le cause di una scelta che ci fa stare così male, ma questa non è mai la soluzione al malessere.

In realtà il dolore dell’abbandono spiana il terreno per qualcosa di nuovoAnziché logorarti andando ad indagare il passato, prova a pensare che gli eventi della vita, soprattutto quelli dolorosi, arrivano per farti cambiare rotta. Il dolore è un processo naturale e funzionale. Nulla in natura accade per caso. Attraverso il dolore lasci indietro qualcosa e inizi a conoscere un nuovo “Te Stesso” con interessi diversi, nuove passioni, nuovi incontri.

La parola d’ordine è stare nel presente e vedere che cosa accade. Se infatti guardi bene le Tue emozioni, puoi attivare un processodi autoguarigione attraverso la percezione del disagio, se il dolore dovesse farti fare gesti folli … falli, guarda te stesso senza giudizi e perdonati, dopo di che percepisci bene quello che provi e con quello NON FERMARTI! Ma vai incontro alla vita per come sipresenta.

Il dolore arriva per spalancare le porte, farti ammirare nuovi orizzonti, amare le persone che ti stanno vicino in quel determinato momento. Quindi percepisci rabbia e tristezza senza sforzarti di mandarle via, accetta che possano essere messe in campo nuove energie e fidati di Te perché troverai le soluzioni che ti fanno stare bene, guarda cosa accade dentro di te e nell’ambiente circostante, scoprirai che mentre si chiude una porta si apriranno nuove possibilità e nuovi interessi.

Inizia inoltre a comprendere che non vieni abbandonato ma Ti senti abbandonato, in questo modo sposti l’attenzione dal fuori (ciò che è immodificabile) al dentro che è invece assolutamente soggetto al cambiamento.

E come cambiare? Cambiare lo sguardo per vedere nuove dimensioni, percepire il dolore dentro gli occhi  che vedono all’interno e curano, osservare i cambiamenti psicofisici caratterizzati per esempio dall’inappetenza per poter sperimentare un nuovo modo di alimentare il corpo e concepire la tua forma che cambia, ama la tristezza che ti farà cercare nuove persone con cui stare, persone che ti facciano stare bene, che ti comprendano così che tu possa stabilire legami diversi, basati sulla conoscenza profonda dell’altro.

Osserva la natura: ciascuno di noi possiede un apparato lacrimale, le sue funzioni sono di lubrificazione, nutrizione, difesa, trasparenza ottica e pulizia e….lo spettacolo naturale vuole che noi produciamo lacrime in tutto il mondo per il medesimo motivo: le emozioni.

Io trovo assolutamente sorprendente che il corpo abbia un sistema che ci possa aiutare a sfogare, esaurire e trasformare un vissuto emotivo in un prodotto corporeo, le lacrime come il sangue per una ferita, diventano il balsamo per il processo di cicatrizzazione, il pianto con le sue lacrime diventano la cura per i dolori dell’Anima. Lascia dunque sfogo alle tue lacrime, lascia che i tuoi occhi si bagnino e che il tuo corpo ti porti verso il suo processo di naturale guarigione.

… E ringrazia, ricordarti di ringraziare la vita che ti mette continuamente davanti a gioie, dolori, lacrime e risa ma che non rimane mai uguale a se stessa per il semplice motivo che siamo umani, divinamente umani e VIVI!