Omosessualità e differenza di genere - Dottoressa Cinzia Gorla

Omosessualità e differenza di genere

In terapia, sempre più spesso mi capita di trovarmi di fronte a persone che vogliono condividere disagi, dubbi, cambi di direzione rispetto alla propria sessualità.

 

In questo periodo storico si sono “aperte le frontiere” del sesso e sul sesso, sempre di più le persone hanno voglia di conoscere la propria natura profonda, ma nel contempo hanno timore di tutta una serie di questioni che l’argomento sesso porta con sé: pregiudizi, tabù, vergogna ovvero censura della propria libertà. Nonostante questo timore possiamo tutti notare che a livello sociale qualcosa di forte spinge sempre più le persone a liberarsi dai rigidi schemi per seguire la propria vera inclinazione sessuale. Mai come in questo periodo nella nostra realtà possiamo vedere coppie omosessuali, gay, lesbiche che esplicitano la propria sessualità (molti ragazzi girano mano nella mano, i locali di scambisti non avvertono crisi, eccetera). Ci sono però ancora moltissimi tabù: un transessuale viene ancora guardato in modo strano, tra i giovanissimi si sente dire come insulto “sei un frocio” e così via.

Credo che questo sia limitante e sconcertante. Un tempo i down erano dei poveracci, oggi lo sono coloro i quali non rispondono a canoni di volontà sessuale standard e vi garantisco che il 70% delle persone non vive la sessualità come nella famiglia cuore: l’uomo e la donna si incontrano, si amano e faranno sesso insieme per tutta la vita senza mai tradirsi o…pensare di farlo! Tutto quello che esce da questo canone e che spesso è chiamata perversione non è altro che un modo diverso di vivere il sesso e l’affettività, i quali non possiedono regole rigide ma portano solo la vera…MANIFESTAZIONE DEL SE’.

Inizio col dare qualche importante informazione che possa aiutare nell’accettazione di Sé e degli Altri e della consapevolezza del fatto che la propria  UNICITA’ si deve manifestare e sviluppare nella piena LIBERTA’.

Informazioni base:

  1.  sesso cromosomico: patrimonio genetico individuale.
  2. sesso biologico: è l’appartenenza biologica al sesso maschile o femminile in base ai cromosomi sessuali.
  3. identità di genere: è la convinzione personale di appartenere al sesso maschile o femminile. E’ un tratto permanente che si stabilisce tra gli 0 e i 3 anni, è influenzato sia da predisposizioni biologiche che da apprendimento sociale. Comunemente chiamato transessualismo.
  4. orientamento sessuale: attrazione fisica/sessuale e attrazione erotica/affettiva, sia con persone di sesso opposto (eterosessualità) che di persone del proprio sesso (omosessualità) che di entrambi (bisessualità). L’orientamento sessuale può variare nel corso della vita ma non è possibile modificarlo, il soggetto non può scegliere a priori quale orientamento avere. Non si sceglie di essere omosessuale o eterosessuale, l’orientamento sessuale è parte della propria identità come le proprie mani, i piedi, il colore degli occhi o i gusti personali. L’unica variabile consiste nel modo personale di affrontare la propria sessualità.

Invece, non è esclusivamente omosessuale:

  • chi è attratto solo dal modo di fare ed essere delle persone del proprio sesso ma non avrebbe mai rapporti sessuali con loro. Non si innamora di persone del proprio sesso.
  • chi ha rapporti intimi con persone del proprio sesso solo per divertimento.
  • fare sesso con una persona del proprio sesso non rende necessariamente  gay, omosessuale o bisessuale.
  • è invece bisessuale chi desidera avere rapporti intimi con entrambi i sessi ed eventualmente se ne può di entrambi innamorare.

Non ci sono schemi ognuno può essere tante cose insieme

Vi propongo due semplici esercizi presi dalla Bioenergetica ovvero un metodo di Psicoterapia a mediazione corporea creato dal medico psicoterapeuta Americano Alexander Lowen, che potrà iniziare ad avvicinarvi alla conoscenza del libero fluire dell’energia vitale e quindi sessuale.

  1. Imparare la posizione base, il grouding: l’apertura dei piedi è perpendicolare alle spine iliache, gli alluci sono lievemente convergenti tra loro, per essere in linea con le ginocchia che a loro volta sono leggermente flesse e mai estese, il bacino in una posizione comoda situata tra l’antiversione e la retroversione, favorisce il rilassamento della spina dorsale. In questa posizione il respiro si approfondisce nella cavità addominale, gonfiando il ventre. Un buon grounding consente all’energia di fluire fino ai piedi. I piedi e le gambe devono avere un contatto interattivo con la terra, per prendere energia, per scaricare le tensioni e per sentirsi sostenuti dalla terra stessa che rappresenta la realtà stabile, la piattaforma dove si costruiscono le fondamenta di ogni individuo.
  2. Premessa: pensate a cosa accade quando vi arrabbiate  o avete paura: come l’animale stringe i glutei e mette la coda tra le gambe così noi, in situazioni ritenute di pericolo i di inibizione emotiva-fisica o verbale irrigidiamo le cosce e i muscoli posteriori del bacino per difenderci o attaccare, in questo modo cristallizziamo nella muscolatura la reazione emozionale. Ad esempio spesso l’educazione infantile insegna a non lasciarsi andare alle scariche emotive e questa rigidità muscolare diventa cronica, ripetute reazioni di questo tipo generano aree di tensione attorno all’ano, alla vagina (nella femmina) e alla prostata (nel maschio) con conseguenze sulla salute e sulle percezioni sessuali. Una cronica contrazione dello sfintere anale può essere causa di emorroidi, così come una tensione dei muscoli alla base del pene può “strozzare” la prostata ed alterare il meccanismo erettivo. Con queste premesse ecco di seguito l’esercizio di Mobilizzazione del bacino: dalla posizione di grounding, respirare profondamente con il ventre, i piedi devono essere divaricati più larghi della distanza del bacino, mani sui fianchi, rotazioni del bacino avanti e indietro, destra e sinistra, ripetendo tante volte fin quando il movimento diventa fluido e naturale.

Lo scopo di questi esercizi non è la stimolazione delle sensazioni genitali bensì aumentare la consapevolezza del proprio sentire e del proprio corpo. Il piacere dell’autoespressione raggiunge il suo culmine proprio quando spontaneità e controllo interagiscono in perfetta sinergia, creando così una coordinazione di movimento armoniosa ed equilibrata.

Mercoledì 23 Gennaio 2013 ci sarà una serata gratuita che tratterà proprio la tematica di questo articolo, la partecipazione al dibattito sarà libera, ognuno potrà decidere di ascoltare, intervenire e fare domande…. Mercoledì 30 Gennaio + 6 febbraio seguiranno invece approfondimenti sull’identità sessuale (serate a pagamento).