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L’autostima

Una bassa autostima non è una condizione permanente; ci sono dei momenti e dei periodi particolari in cui la nostra autostima è bassa e altri no. Da qui bisogna partire per migliorare il rapporto tra come siamo e invece come vorremmo essere.

Cos’è l’autostima? Come dice la parola stessa l’autostima è una stima, una valutazione: la valutazione di sé stessi, la risposta alla domanda: ”Cosa penso di me?”.

L’argomento, così riassunto, può apparire semplice, in realtà è molto complesso, innanzitutto perché non esiste un’autostima uguale per tutti e poi perché non esistono parametri applicabili a ciascuno di noi. Ma tutti noi sappiamo che in base alla nostra autostima dipendono davvero tante cose.

Da dove nasce l’autostima? Alcuni autori come ad esempio Alice W. Pope (1992), sostengono che la stima di sé origini dal confronto tra l’immagine che ciascuno ha di se stesso e l’immagine di ciò che si vorrebbe essere. In questo senso, tanto più il “come siamo” è lontano  dal “come vorremmo essere” tanto più ci si sperimenta come persone di minor valore con conseguente senso insoddisfazione.

Il concetto di autostima può riferirsi a differenti ambiti: sociale, cioè in relazione alla cerchia di amici e conoscenti o al rapporto col partner, si tratta di come stiamo quando siamo con gli altri, se ci sentiamo approvati, sostenuti, aiutati; scolastico/lavorativo: quanto ci sentiamo bravi nell’intraprendere un’attività e i vantaggi che questo comporta. Quindi, buoni voti, carriera, soddisfazione; familiare: influenzata dalla sicurezza affettiva; corporea: legata all’aspetto fisico e alle prestazioni fisiche.

Perché l’autostima è così importante? L’autostima è solo una componente del nostro benessere psicologico, ma funziona come una particolare lente che ingigantisce o miniaturizza le nostre risorse personali. L’autostima, influenza il tono dell’umore, le relazioni affettive ed in generale, il successo nella vita e le scelte di ogni tipo.

Come far rifiorire la propria autostima? La base da cui partire è quella di considerare che una bassa autostima non è una condizione permanente; ci sono dei momenti e dei periodi particolari in cui la nostra autostima è bassa e altri no. Non è una condizione permanente. L’importante è considerare l’autostima come una spia di allarme; quando cala Ti avvisa che stai inseguendo desideri altrui trascurando quelli che sono i Tuoi reali bisogni.

Quindi che fare? Evita le autocritiche e le autodefinizioni (io sono umile, antipatico, socievole, ecc.), con esse ti auto-incaselli in un’idea di te che è sicuramente momentanea e ,quindi, limitante. Non può essere che tu sia sempre umile o antipatico o socievole. Lo sarai sicuramente tanto quanto il suo contrario. Riconosci le Tue emozioni, entra in contatto anche con i disagi senza cercarne le cause. Concediti il lusso di cambiare idea o direzione senza per questo farTi banali sensi di colpa, creandoTi quindi uno stile di vita flessibile e morbido.

Osserva la Tua immagine: molto spesso ci armiamo di buoni propositi (voglio dimagrire, voglio smettere di fumare, ecc.), ma se prima non modifichi l’immagine che hai di Te stesso tenderai inconsciamente a sabotarTi. Sii spontaneo: non continuare a dirTi chi e che cosa vorresTi essere o, peggio, chi dovresti essere.

Tieni bene a mente che non esiste un modo di essere e/o di agire giusto o sbagliato o giudizi che valgano quanto la Tua unicità: bella, brutta, giusta, o sbagliata, ma, comunque unica.

GORLA, C.,2010. L’autostima Seregno Informa [online], Febbraio 2010

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